come curare l'insonnia

Come curare l’insonnia: cause, sintomi e rimedi

Conoscere come curare l’insonnia è una cosa importantissima, in quanto permette di migliorare la qualità non solo del proprio riposo, ma anche della propria vita in generale: in questa guida, saranno fornite molte informazioni a questo riguardo. Quando si parla di insonnia, si fa riferimento ad un disturbo del sonno molto comune che si caratterizza di diversi sintomi, quali ad esempio l’impossibilità di addormentarsi anche se si passa molto tempo stesi a letto oppure i risvegli notturni.

Ancora, le persone che soffrono di insonnia hanno problemi ad addormentarsi in seguito ad i risvegli notturni, si svegliano troppo presto la mattina ed hanno sempre la sensazione di non aver dormito a sufficienza nel corso della notte. Così come un riposo di scarsa qualità, anche la mancanza di sonno porta allo sviluppo di particolari e fastidiosi sintomi che hanno una fortissima incidenza su quelle che sono le diverse attività della giornata.

Tra questi è possibile menzionare la mancanza di energia, la sonnolenza, la stanchezza, ma anche la difficoltà nel concentrarsi, l’irritabilità ed una forte tendenza alla tristezza oppure alla depressione. Quindi, in conclusione si può dire che l’insonnia non è altro che l’incapacità di dormire anche se l’organismo ha un bisogno fisiologico di riposare: generalmente, ognuno necessita di almeno sette oppure otto ore di sonno ogni notte.

Fattori principali

L’insonnia è stata dunque definita come l’impossibilità di dormire anche se il corpo e la mente ne hanno un forte bisogno: ecco perché è assolutamente necessario scoprire in che modo curare questa condizione. Innanzitutto, bisogna sapere che questo disturbo non è uguale in tutti, ma può andare da lieve a grave: la sua entità viene misurata in base alla sua frequenza ed alla durata dei suoi episodi: ecco perché si pratica una distinzione tra insonnia acuta ed insonnia cronica.

Fattori principali Descrizione
Fattori comportamentali Ci sono molte abitudini che favoriscono l’insonnia. Tra queste abitudini possiamo trovare: passare tanto tempo a letto e avere orari di sonno molto sballati. Fare i riposini pomeridiani e utilizzare smartphone prima di addormentarsi.

 

Fattori genetici Ci potrebbe essere una predisposizione genetica che rende molti individui più sensibili rispetto ad altri a sviluppare l’insonnia.
Fattori emotivi In moltissimi casi il disturbo dell’insonnia viene scaturito durante un periodo di forte stress per poi tendersi a crocinizzare. Inoltre il disturbo dell’insonnia è presente come sintomo in numerosi disturbi mentali e in alcuni casi la sua comparsa può essere un sintomo venuto prima di un disturbo psichiatrico più importante.

In generale, si parla di insonnia acuta quando questa è a breve termine, quindi dura da qualche giorno a poche settimane: tale condizione è spesso associata ad un evento traumatico oppure ad un evento della vita particolarmente stressante. Per quanto riguarda invece l’insonnia cronica, questa si presenta almeno tre volte a settimana per più di un mese consecutivo: questa condizione colpisce sempre più persone con l’avanzare dell’età.

Le persone che soffrono di questa condizione devono subito capire come curare l’insonnia, in quanto questa porta con sé moltissime ripercussioni nelle ore di veglia, come ad esempio una costante sensazione di stanchezza che si protrae lungo tutta la giornata. Inoltre, le persone che soffrono di insonnia hanno difficoltà di concentrazione, soffrono spesso di depressione o di ansia, ma anche di irritabilità.

Questo ovviamente può causare dei gravi incidenti, come ad esempio dei colpi di sonno o distrazione alla guida, ma anche cadute nelle persone più anziane: ecco perché bisogna agire in modo rapido sulla patologia.

Cause dell’insonnia

Sono davvero numerosissimi i fattori che possono portare allo sviluppo dell’insonnia, e proprio in base a questi è giusto praticare un’ulteriore distinzione tra insonnia primaria ed insonnia secondaria. Per quanto riguarda l’insonnia primaria, questa non è un effetto collaterale ne un sintomo di altre condizioni mediche, bensì è un’insonnia alla quale può essere predisposto il soggetto naturalmente oppure che può essere causata da turni lavorativi, viaggi ed eventi stressanti che alterano la routine del sonno.

L’insonnia primaria si risolve generalmente quando il problema è stato superato mentre ci sono soggetti in cui dura addirittura per anni: spesso, in queste persone non sono note le cause che hanno portato allo sviluppo dell’insonnia. Per quanto riguarda invece l’insonnia secondaria, questa è generalmente l’espressione o l’effetto collaterale di un altro fenomeno: questa è spesso causata dalla depressione, dal colore cronico portato da emicranie, fibromialgie, artrite reumatoide.

Ancora, l’insonnia può essere causata da problemi gastrointestinali quali il bruciore di stomaco, ma anche da altri disturbi del sonno come la sindrome delle gambe senza riposo o le apnee del sonno. Infine, tra le altre cause di questa tipologia di mancanza di sonno è possibile menzionare il morbo di Alzheimer, l’ictus, la menopausa, l’assunzione di farmaci oppure la gravidanza.

Una volta rimossa la causa scatenante, l’insonnia di secondo grado dovrebbe risolversi in modo spontaneo, ma ci sono dei casi in cui si trasforma direttamente in insonnia di primo tipo. In moltissimi pazienti che soffrono a lungo di insonnia possono poi insorgere ansie e preoccupazioni legate al riposo che non fanno altro che peggiorare ancora di più il disturbo in questione.

Fattori di rischio

Si è visto che le cause che portano allo sviluppo del disturbo in questione possono essere veramente tante e soprattutto molto diverse tra di loro: oltre a conoscere le cause, è però necessario scoprire anche quali sono i fattori di rischio che portano allo sviluppo dell’insonnia. In primo luogo, c’è da dire che le donne sono maggiormente soggette allo sviluppo dell’insonnia, in quanto subiscono numerosissimi cambiamenti ormonali nel corso della gravidanza, del ciclo mestruale e della menopausa.

Ad esempio, già nel corso della perimenopausa, molte donne iniziano ad avere dei problemi ad addormentarsi ed a mantenere il sonno costante lungo tutto la notte, in quanto le sudorazioni e le vampate notturne rendono impossibile dormire in modo sereno. Inoltre, nel corso della gravidanza ci sono moltissimi cambiamenti ormonali, emozionali e fisici che allo stesso modo hanno un impatto sul sonno: le donne in gravidanza, come quelle nel terzo trimestre, hanno molti fastidi legati alla posizione, e per questo si svegliano.

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Ancora, queste ultime soffrono spesso di crampi alle gambe o il loro sonno viene interrotto dal bisogno di andare in bagno. In aggiunta a questo, sono svariate le condizioni mediche che causano l’insonnia e che sono molto più frequenti nelle donne piuttosto che negli uomini: tra queste vanno menzionate la depressione, le fibromialgie, la sindrome delle gambe senza riposo oppure l’ansia.

Tra gli altri fattori di rischio è possibile menzionare l’età che avanza, lo stress, l’assenza di una routine sana prima di andare a dormire e di abitudini salutari.

Rimedi

Per capire come curare l’insonnia ci sono moltissime soluzioni che si possono mettere in pratica: innanzitutto, è bene iniziare a rilassarsi già un’ora prima di andare a dormire, leggendo un libro oppure godendosi un bel bagno caldo, andare a dormire e svegliarsi sempre alla stessa ora. Inoltre, se si è a letto e non si riesce a prendere sonno, si consiglia di evitare di stare a fissare l’orologio tutta la notte, in quanto questo causa ansia. piuttosto, è meglio alzarsi e fare qualcosa di rilassante, per poi tornare a letto o dormire.

È consigliato anche praticare attività motoria ma solo nel corso della giornata, quindi non nelle ore serali, così come è consigliato anche evitare i pasti troppo abbondanti prima di andare a dormire per non rendere più lenta la digestione ed avvertire pesantezza di stomaco. Tra i rimedi per l’insonnia c’è poi quello di non utilizzare i dispositivi elettronici prima di andare a dormire, in quanto la luce emessa da questi dispositivi va ad alterare i ritmi circadiani del sonno.

Si consiglia poi di evitare nicotina, alcol e caffeina prima di andare a dormire e di evitare anche i riposini nel corso della giornata, specialmente se la loro durata supera i quindici minuti. Successivamente, la camera da letto deve essere utilizzata solo per riposare oppure per avere rapporti sessuali, e per questa ragione non va usata per guardare la tv, per fare spuntini a letto e così via. Questa deve essere buia, fresca, priva di rumori oppure di luci che possono distrarre e interrompere il sonno.

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