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Narcolessia: cos’è, come curarla, sintomi e rimedi

La narcolessia risulta essere un disturbo del sonno che presenta una sonnolenza eccessiva durante il giorno, oppure da episodi incontrollati e ricorrenti di sonno durante le ore di veglia, in concomitanza di episodi improvvisi e temporanei di debolezza muscolare. Altri sintomi relativi alla narcolessia sono; paralisi del sonno, sogni vividi e allucinazioni quando l’individuo che ne soffre sta per addormentarsi o sta per svegliarsi.

Chi soffre di narcolessia, solitamente, può non accorgersene i primi tempi, in quanto gli individui affetti da questo disturbo del sonno tendono ad addormentarsi all’improvviso e in circostanze che reputano misteriose. Questo disturbo del sonno, quindi, può essere molto pericoloso in quanto l’individuo affetto da narcolessia potrebbe ritrovarsi improvvisamente in situazioni che possono mettere a rischio la sua vita.

Che cos’è la narcolessia

La narcolessia è una malattia neurologica cronica, che può causare episodi di ipersonnia durante il giorno, ovvero il bisogno eccessivo di dormire nell’arco della giornata o uno stato di sonnolenza continua, con il manifestarsi di ripetuti attacchi di sonno che possono rendere difficile svolgere le attività di tutti i giorni. Gli individui che soffrono di narcolessia, quindi, tendono addormentarsi ripetutamente durante la giornata, senza volerlo e senza poter controllare questo bisogno di dormire, che si verifica anche quando l’individuo è occupato e sta svolgendo diverse attività che prevedono un coinvolgimento fisico e mentale, come ad esempio durante una conversazione.

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La narcolessia, oltre all’eccessiva sonnolenza durante il giorno e gli improvvisi e imprevedibili attacchi di sonno, presenta anche per altri sintomi molto diversi fra loro e altamente invalidanti, come la cataplessia ovvero l’improvvisa perdita di tono muscolare dopo una forte emozione provata, le allucinazioni ipnagogiche che solitamente si verificano non appena ci si addormenta, la paralisi del sonno, il comportamento automatico e l’insonnia.

Diagnosticare la narcolessia non risulta semplice e sfortunatamente non si tratta di una diagnosi immediata. Per la diagnosi, infatti, bisogna rivolgersi a uno specialista in disturbi del sonno che effettua diversi esami molto impegnativi per escludere la presenza di altri problemi principalmente neurologici.

Cause della narcolessia

Al giorno d’oggi, nonostante le continue ricerche in ambito e i progressi scientifici, medici e farmacologici, le cause della narcolessia risultano essere ancora sconosciute. Diversi studi scientifici condotti, però, hanno evidenziato che le persone affette da narcolessia presentano un livello ridotto di un neurotrasmettitore cerebrale che ha una natura proteica, conosciuto con il nome di ipocretina o orexina.

Questa scoperta, quindi, ha indotto i ricercatori a ritenere che la presenza della narcolessia in un individuo possa essere legata, appunto, all’alterazione di determinati neurotrasmettitori presenti nel cervello umano. L’oscurità di queste ricerche, però, è legata all’impossibilità di poter determinare cosa induce alla riduzione dei livelli di ipocretina negli individui affetti da narcolessia, in quanto esistono anche individui affetti da questa malattia cerebrale che presentano livelli di ipocretina nella norma.

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Gli studi scientifici, quindi, si concentrano sulla ricerca delle possibili cause che determinano il valore anomalo dei livelli di ipocretina negli individui affetti da narcolessia.

Attualmente, sono state isolate diverse cause che possono determinare l’alterazione di questo livello, tra le quali:

  • Alcune infezioni virali o batteriche;
  • Il raggiungimento di elevati livelli di stress;
  • Una certa predisposizione genetica o familiare;
  • Un cambiamento improvviso della durata del sonno;
  • Il ricorso al vaccino Pandemrix contro l’influenza suina;

Sintomi della narcolessia

I sintomi più comuni relativi alla malattia della narcolessia risultano essere:

  • Eccessiva sonnolenza durante il giorno: l’eccessiva sonnolenza durante il giorno, conosciuta anche con il nome di ipersonnia diurna, risultano essere un sintomo persistente, e che quindi saranno presenti nella vita del paziente che soffre di narcolessia per la durata di tutta la sua vita. La presenza di eccessiva sonnolenza comporta la presenza di sonnellini giornalieri ripetuti, che possono presentarsi in maniera improvvisa e del tutto involontaria. La loro durata è molto variabile, possono durare quindi pochi minuti o addirittura qualche ora. La sonnolenza, però, non è relativa solo alla narcolessia: un attacco di sonnolenza, infatti, può verificarsi anche in un individuo sano che non presenta danni neurologici o cerebrali. La sonnolenza, infatti, può presentarsi in situazioni noiose o quando il fisico dell’individuo si trova notevolmente sotto stress. Quando gli episodi di sonnolenza durano per almeno tre mesi consecutivi, e si verificano quando l’individuo è impegnato a svolgere qualche attività, come ad esempio attività fisica, lavorativa o una conversazione, è possibile prendere in considerazione l’ipotesi della narcolessia.
  • Attacchi di sonno improvvisi: nell’individuo che soffre di narcolessia, la sonnolenza e gli attacchi di sonno possono insorgere improvvisamente e inaspettatamente ogni 90 o 120 minuti e, dopo il riposo, l’individuo affetto da narcolessia si sente riposato. La sensazione di riposo è però passeggera e nel giro di breve tempo il malato è nuovamente colto da sonnolenza e si riaddormenta.
  • Cataplessia: per cataplessia si intende l’improvvisa perdita di controllo dei muscoli del corpo. Gli individui che ne soffrono, che risultano essere almeno il 70% dei narcolettici esaminati, avvertono un’improvvisa mancanza delle forze, pur rimanendo coscienti. Le manifestazioni della cataplessia sono possono essere un improvviso dondolio del capo, il cedimento delle gambe, la parlata confusa, la vista offuscata, la difficoltà di concentrazione, il cedimento della mascella, la caduta di oggetti dalle mani, le allucinazioni ipnagogiche, e la paralisi del sonno.

Come identificarla

Come abbiamo detto, la narcolessia non è facile da diagnosticare. per poter confermare la presunta narcolessia, infatti, lo specialista del sonno deve prima escludere la presenza di altri possibili danni cerebrali o neurologici, insieme alle altre patologie che possono causare sintomi molto simili a quelli riscontrabili nella narcolessia. La diagnosi di Narcolessia, quindi, può essere confermata eseguendo uno studio polisonnografico ed un test delle latenze multiple di addormentamento- i test non risultano essere invasivi, ma possono essere fastidiosi e mettere a disagio l’individuo che si sottopone ai test diagnostici.

Prima di sottoporsi a questi screening, che non risultano essere nemmeno molto economici, è bene ricordare che La Narcolessia è caratterizzata da 4 sintomi principali che compaiono nei pazienti affetti da questa malattia neurologica, ovvero l’eccessiva sonnolenza diurna, la cataplessia, le allucinazioni ipnagogiche e la paralisi del sonno.

Cure e rimedi principali

Al giorno d’oggi, sfortunatamente, non esiste ancora una cura specifica per curare la narcolessia. Per cura, in questo caso, si intende una terapia in grado di curare definitivamente un paziente affetto da narcolessia, per rendergli quindi la vita più agiata e normale.

Nonostante non esista una cura, però, gli individui affetti da narcolessia possono utilizzare numerosi rimedi e strategie mirati alla gestione degli attacchi di sonno diurni, l’ipersonnia e alcuni altri sintomi, migliorando quindi la loro qualità di vita e il modo di relazionarsi con gli altri. Il primo rimedio per gestire la narcolessia, quindi, risulta essere quello di imparare a gestire la sonnolenza diurna.

All’individuo affetto da narcolessia, quindi, gli esperti del sonno consigliano di stabilire una buona routine del sonno: in poche parole, è consigliabile andare a dormire di notte sempre alla stessa ora e cercare di dormire almeno 8 ore. Inoltre, è consigliabile anche di programmare dei riposi giornalieri, che durino almeno 20 minuti, per aiutare a gestire la sonnolenza durante il giorno e sentirsi più riposati.

Per gestire la narcolessia, è anche possibile utilizzare alcuni farmaci, che hanno il compito di controllare l’ipersonnia diurna da narcolessia. Questi farmaci sono principalmente stimolanti del sistema nervoso centrale, e sono in grado di ridurre sia il numero sia la gravità degli attacchi di sonno che si verificano durante la giornata.

Questa tipologia di terapia, però, deve essere effettuata sotto stretta approvazione e consenso medico, in quanto, come ogni farmaco, anche i farmaci per la narcolessia possono presentare effetti collaterali.

Fortunatamente, la narcolessia risulta essere una malattia poco diffusa. Per il narcolettico, infatti, non esistono cure in grado di rendere la vita uguale a quelle degli altri, ma solo terapie cognitive o farmacologiche che possano aiutarlo a gestire i vari attacchi di sonno.

La narcolessia, quindi, è una malattia cronica, che dura tutta la vita dell’individuo che ne soffre. Non si tratta di una malattia mortale, ovviamente, ma può essere pericolosa se gli episodi si verificano durante la guida, l’uso di macchinari o attività simili.

Per questo motivo, infatti, alle persone narcolettiche non è permesso di guidare o di svolgere mansioni che possano mettere in pericolo la vita di se stesso e degli altri.

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