sonno polifasico

Sonno polifasico: cos’è, come funziona, rischi e benefici

Il sonno è un processo che può variare da persona a persona, sia per qualità che per quantità. La quantità e qualità di sonno necessaria per ogni individuo varia anche in base al periodo di vita che sta affrontando.

Un neonato, ad esempio, avrà bisogno di molte più ore di sonno rispetto ad un adulto, distribuite in modo diverso durante le 24 ore. Il neonato, infatti, alterna stati di sonno a stati di veglia, comprendo in tutto all’incirca 15-20 ore di sonno sulle 24 ore della giornata.

Differenze Descrizione
Sonno bifasico Questo sonno fa riferimento a ben due cicli di sonno. Per esempio basti pensare alla solita pennichella pomeridiana oltre che al sonno durante la notte. E’ un sonno tipico degli anziani e dei bambini.
Sonno polifasico Questo sonno invece è più complesso e la sua principale manifestazione risiede nei neonati poichè dormono in più fasi di sonno durante l’intera giornata.

L’uomo adulto, invece, avrà bisogno di 8-10 ore di sonno consecutive, sulle 24 ore che compongono la giornata. Questi equilibri variano da persona a persona, e il sonno polifasico comune nei neonati può interessare anche gli individui adulti.

Che cos’è il sonno polifasico

Per sonno polifasico, o micro-sonno, si intende un metodo di riposare composto da più addormentamenti giornalieri che, solitamente, non superano le due ore. Questa tipologia di sonno è molto diffusa tra atleti, piloti, membri dell’esercito e personale sanitario in quanto, nonostante non si dorma molto durante il periodo notturno, il cervello reagisce in maniera molto positiva, aumentando la capacità di concentrazione e i tempi di reazione.

Normalmente, l’essere umano dorme per 7 o 8 ore circa continuative durante la notte. Durante questo lasso di tempo, si susseguono naturalmente cicli di riposo da circa 90 minuti, che sono stati divisi in diverse fasi, ovvero:

  • Fase pre-sonno, durante la quale l’individuo non risulta essere addormentato completamente e si trova in una situazione di dormi veglia.
    Sonno leggero, durante la quale i sensi risultano essere ancora molto attivi ed è possibile che l’individuo si svegli al minimo disturbo o rumore. Sonno pesante, durante la quale l’attività cerebrale registrata risulta essere al minimo.
  • Fase REM, ovvero quella più profonda. Durante la fase REM è possibile sognare, e risulta essere la più importante in quanto permette alle cellule di rigenerarsi e alla memoria di riorganizzarsi, eliminando le informazioni non necessarie. Secondo gli studi condotti da Buckminster Fuller, però, le prime tre fasi di sonno non danno un reale giovamento a corpo e mente in quanto la fase REM non dura più di 120 minuti e quindi le 5 o 6 ore rimanenti di sonno vengono considerate inutili. Per questo motivo, per lo studioso è più sensato eliminare gli altri momenti di riposo, lasciando solo la fase REM. Per questo motivo, quindi, lo studioso ha iniziato a proporre il sonno polifasico come alternativa al sonno normale, in quanto il cervello umano riesce autonomamente a concentrare la fase REM anche effettuando più micro-sonni della durata di due ore durante la giornata.

Benefici

Come detto precedentemente, il sonno polifasico sembra portare grandi benefici alla sfera psicologica e relazionale dell’individuo. Ma come reagisce l’organismo per intero? Il sonno polifasico fa male al benessere fisico della persona? Sono tanti, quindi, i dubbi legati a questo metodo, in quanto non si è forniti di molte prove scientifiche riguardanti la validità di questi metodi.

Recenti sviluppi riguardanti la messa in atto del sonno polifasico hanno dimostrato che questa pratica non può essere effettuata da molte tipologie di persone, come ad esempio chi fa un lavoro continuativo e non può permettersi di riposare durante il giorno, ma anche altre categorie intere, come ad esempio:

  • Gli atleti professionisti, in quanto con il sonno polifasico vengono privati della fase del sonno profondo, importantissima perché il corpo, in particolare i muscoli, possono riprendersi dagli sforzi effettuati durante gli allenamenti.
  • Le persone che sono a dieta, in quanto prove scientifiche hanno dimostrato il sonno polifasico aumenta il senso di fame, in quanto inibisce la produzione di leptina, ovvero l’ormone che blocca il senso di fame, attivabile durante il periodo di riposo.
  • Le persone malate, in quanto dormire per periodi più lunghi, migliora notevolmente la condizione di salute in generale e favorisce, in particolare, una guarigione più veloce.

In conclusione, quindi, un individuo può provare a adottare questo metodo di riposo solo dopo il consenso medico, prestando particolare attenzione ai cicli di sonno e alle reazioni dell’organismo. È anche fondamentale che l’individuo sia certo di essere sveglio durante le fasi di veglia, per evitare che la stanchezza provochi problemi seri, come gli incidenti stradali che potrebbero coinvolgere anche altre persone.

Calcolatore

Il calcolatore di sonno può essere utilizzato per capire un individuo di quante ore di sonno ha bisogno per sentirsi totalmente riposato. Su internet, infatti, sono disponibili diversi siti web dove, inserendo i propri dati personali e sul sonno, è possibile calcolare non solo di quante ore di sonno si ha bisogno in generale, ma anche quanto deve durare ogni fase del sonno per trarre il massimo del beneficio.

Per quanto riguarda il sonno polifasico, invece, non c’è bisogno di alcun calcolatore. Il sonno polifasico, infatti, può essere gestito in autonomia, in base alle proprie esigenze. L’importante è, semplicemente, rispettare la durata dei riposini imposti dal metodo di sonno polifasico scelto.

I metodi per abituarsi al sonno polifasico

Normalmente, l’individuo è abituato a dormire consecutivamente 7 o 8 ore, durante il periodo notturno. Ciò è dovuto solitamente all’impostazione della società, ovvero durante il giorno si mangia, si lavora, si gioca e si esce, quindi si vive, e durante la notte si dorme.

Il sonno polifasico, quindi, può sconvolgere questo ritmo proprio in quanto non prevede un unico periodo di sonno, bensì due o più riposi, da effettuare durante la giornata, di maggiore intensità ma di minor durata. Esistono, però, diversi metodi per provare ad utilizzare la tecnica del sonno polifasico, ovvero si potrebbe iniziare con il sonno bi-fasico, che consiste nel dormire due volte durante la giornata, piuttosto che concentrare tutto in un’unica volta.

Si alternano, quindi, un sonno mediamente lungo durante il periodo notturno, 4 ore circa, ad un riposino pomeridiano che deve durare non oltre le 3 ore. In questo modo è possibile rispettare le 7 o 8 ore di sonno del normale ritmo sonno-veglia. Questo sistema risulta essere il più difficile a cui abituarsi ma, come già accennato, è anche il più vicino al normale ritmo di sonno che rispetta il ciclo circadiano.

Si può, in seguito, provare con il metodo Everyman. Con questo metodo si dorme un’ora in meno rispetto alla tecnica precedente, però prevede il raddoppiamento dei momenti di riposo. Esiste anche il metodo Dymaxion.

Questo modo di dormire riduce le ore di sonno portandole a due, mantenendo i 4 riposi quotidiani che avranno una durata di 30 minuti. In extremis, esiste anche il metodo Uberman. Si tratta della tecnica più estrema, che porta a dormire 6 volte nell’arco delle 24 ore, con riposini che durano massimo 20 minuti.

Proprietà e caratteristiche del sonno polifasico

Nonostante sembri una completa tortura, il sonno polifasico ha diversi benefici a carico della mente dell’individuo. Il sonno polifasico, infatti, sembri far risparmiare tempo, in quanto permette il recupero di diverse ore durante il giorno, ovvero in base al metodo di sonno polifasico scelto.

Questa tecnica, inoltre, riduce totalmente diverse fasi del sonno, eliminando le ore di sonno leggero e di sonno pesante, lasciando inalterata solo la fase REM, considerata la più importante per le funzioni cerebrali. Questa, infatti, risulta essere la fase in cui il cervello elimina le informazioni che non gli servono e immagazzina quelle importanti per lo sviluppo della mente dell’individuo.

Sonno polifasico

Il sonno polifasico, quindi, a livello cerebrale non presenta problemi o rischi, anzi aumenta anche le capacità di reazione, di logica e di concentrazione. Anche il sonno pare beneficiare: il sonno polifasico, infatti, comporta un miglioramento della qualità del sonno: il cervello, una volta abituato a dormire per previ periodi, ottimizzare il tempo che impiega per entrare nel vivo del sonno, ovvero nella fase REM.

Considerando i notevoli miglioramenti a beneficio del cervello, ultimamente il metodo del sonno polifasico si sta diffondendo rapidamente, soprattutto tra studenti universitari e chi svolge lavori di ricerca, che richiedono particolari attenzioni.

Questo perché, utilizzando il metodo polifasico, gli individui possono concentrarsi molto di più sullo studio o sul lavoro, in quanto non solo hanno più tempo da dedicare a queste attività, ma anche perché la qualità di sonno migliora e gli individui non si sentiranno stanchi e non svilupperanno sintomi simili a quelli dovuti alla deprivazione di sonno.

Il sonno polifasico, quindi, risulta essere molto adatto a questa tipologia di persone, anche per migliorare le funzioni cerebrali, come ad esempio la capacità di reazione, di concentrazione, di logica e di ragionamento, migliorando notevolmente la qualità dello studio o del lavoro che stanno effettuando.

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