sonno rem

Sonno REM e Sonno Non REM: significato e caratteristiche

Dormire è un bisogno fisiologico dell’organismo, che avviene per ogni organismo, sia umano che animale. Nonostante sembri un processo facile, in realtà la semplice azione del dormire risulta essere particolarmente complicata e articolata.

Esistono, infatti, diverse fasi del sonno, come ad esempio la fase di addormentamento, di sonno leggero e di sonno pesante. Ogni fase prevede azioni neurologiche e cerebrali completamente diverse fra di loro, che si instaurano in maniera totalmente naturale nelle persone che non soffrono di alcuna patologia. Tra di esse, la più importante e più significativa per la psiche umana risulta essere quella del sonno rem.

Stadi del sonno Descrizione
Stadio 1 E’ la fase che rappresenta l’addormentamento
Stadio 2 E’ la fase del sonno leggero in cui le onde cerebrali vengono paragonate a quelle visibili che sono in fase di veglia
Stadio 3 E’ la fase di sonno profondo in cui le onde cerebrali sono molto lente ed ampie
Stadio 4 E’ la fase di sonno molto profondo in cui l’organismo si rigenera e si ripristinano le riserve metaboliche
Stadio 5 E’ la fase in cui le onde cerebrali sottolineano il movimento oculare.

Fasi del sonno

Ogni individuo ha un proprio ritmo del sonno, che viene influenzato principalmente dalle proprie abitudini quotidiane. Ciò significa che ogni individuo presenta un ritmo del sonno completamente diverso da quello di qualcun altro.

I ritmi di sonno veglia sono anche conosciuti con il nominativo di ritmi circadiani e sono influenzati da diversi fattori di natura fisiologica, per questo motivo è importante per la salute dell’organismo che vengano rispettati e assecondati. Ma cosa succede quando ci si addormenta?

Durante il riposo, specificamente quello notturno, è possibile osservare nell’individuo una transitoria perdita di coscienza ed una notevole riduzione di alcune funzioni biologiche. Durante il riposo, ad esempio, avviene una riduzione della produzione di ormoni di tipo corticoide ed adrenergico, mentre avviene un aumento della secrezione dei fattori di crescita.

La qualità del sonno determina, anche la qualità della vita diurna. Quello che succede durante il sonno è sempre stato motivo di notevole curiosità scientifici, infatti sono numerosi gli studi effettuati sul campo.

Diversi studi, quindi, sono stati effettuati per analizzare il sonno e capire cosa succede esattamente all’intero organismo. Tutto quello che sappiamo sul sonno è stato possibile grazie all’utilizzo di elettroencefalografie, elettrooculografie ed elettromiografie.

Da tali ricerche scientifiche è emerso che il sonno non risulta essere costante, ma invece risulta essere formato da diversi cicli, ciascuno dei quali costituito da una fase NREM, ovvero sonno ortodosso, ed una fase REM, ovvero sonno paradosso. L’ultima fase solitamente si verifica 4 o 5 volte durante la notte, ed è la fase caratterizzata dalla presenza di sonno.

Sommariamente, quindi, gli stadi del sonno sono diversi e sono:

  • Stadio 1: NREM, costituito dall’addormentamento. Durante questa fase l’attività cerebrale rallenta.
  • Stadio 2: NREM, conosciuta anche come fase di sonno leggero, in cui le onde cerebrali sono simili a quelle visibili in fase di veglia.
  • Stadio 3: NREM, ovvero la fase di sonno profondo caratterizzata da onde cerebrali molto lente ed ampie.
  • Stadio 4: NREM, ovvero fase di sonno profondo. Durante questa fase l’organismo si rigenera, in quanto vengono ripristinate le riserve metaboliche.
  • Stadio 5: REM, in questo stadio le onde cerebrali evidenziano il movimento oculare ed è caratterizzato dalla presenza di sogni.

La durata di ciascuno stadio varia da individuo a individuo, in base a diversi fattori che possono influire sia sulla durata delle fasi del sonno, sia sulla qualità totale del riposo. Secondo l’analisi effettuata sulle varie fasi del sonno, è possibile capire che il sonno e l’atto del dormire non rappresentano eventi passi, ma si tratta del momento che impiega l’organismo umano per catalogare tutti gli avvenimenti utili della giornata e cancellare ciò che è ritenuto inutile.

Durante tutte queste fasi, viene comunque sempre mantenuto lo stato di vigilanza, che permette all’individuo di reagire a stimoli sensoriali di pericolo.

Quando avviene la fase rem

Come abbiamo detto, ogni volta che l’individuo si addormenta, entra in atto una struttura ciclica composta da diverse fasi. Il sonno umano, quindi, è caratterizzato dalla presenza di una struttura ciclica.

Ogni notte, quando l’individuo si addormenta, si susseguono da 4 a 6 cicli che durano in media 60 o 90 minuti ciascuno. Ogni ciclo ha una sua fase iniziale di sonno lento, chiamata fase NREM, a cui segue una fase di sonno paradosso, la fase REM.

Durante la fase REM, l’individuo è anche in grado di sognare. La fase REM, quindi, avviene quando l’individuo si trova nella fase di sonno profondo. La fase REM risulta essere un momento molto delicato, in cui l’individuo si lascia andare totalmente, perdendo completamente il controllo del proprio corpo, manifestando fisicamente una quasi totale paralisi muscolare.

Durante il sonno REM, invece, il cervello e le azioni cerebrali risultano essere in piena attività. In questa particolare fase del sonno, infatti, il cervello effettua una vera e propria pulizia quotidiana, scartando tutto ciò che esso considera di poco valore ed utilità, e andando ad immagazzinare le informazioni da esso ritenute importanti e significative per far maturare le funzioni cognitive, sensoriali ed emotive dell’individuo.

Fase rem e fase non rem

Come detto in precedenza, durante il sonno si verifica il susseguirsi di due fasi: la fase REM e quella non-REM. Il sonno vero e proprio inizia durante l’ultima fase, durante la quale il cervello risulta essere meno sensibile agli stimoli del mondo esterno, la maggior parte delle funzioni corporee rallenta ed è più difficile svegliarsi.

Durante questa fase, il cervello effettua un’archiviazione dei ricordi, trasformandoli in ricordi a lungo termine. Durante la fase REM, invece, gli gli occhi si muovono sia su e giù, sia verso destra e verso sinistra e l’individuo tende a sognare di più.

Sonno rem

Si crede erroneamente che questi due stadi si presentino una sola volta mentre l’individuo dorme. Ciascun individuo, invece, mentre dorme passa attraverso queste due fasi dalle 3 alle 5 volte ogni notte.

Solitamente, ogni fase si ripresenta con una durata progressivamente sempre maggiore: la prima fase REM, infatti, può durare anche pochi minuti, per poi procedere ad allungarsi ad ogni nuovo ciclo, fino a raggiungere una durata di oltre 30 minuti. Diversi studi relativi al sonno ritengono che il sonno REM sia di notevole importanza in quanto aiuti il cervello a cancellare le informazioni in eccesso, che ovvero non servono all’organismo. Anche altre funzioni corporee si modificano durante il sonno, come la temperatura, la respirazione, la frequenza cardiaca, la pressione e le attività cerebrali.

Significato

Qual è il significato della parola REM? REM significa letteralmente “Rapid Eye Movement”, ovvero movimento rapido degli occhi, e sta ad indicare il movimento rapido degli occhi che si verifica durante questa fase notturna. Durante questa fase, non sono solo gli occhi a muoversi, ma avvengono anche diversi cambiamenti all’intero corpo di un individuo.

È possibile osservare, infatti, un’accelerazione del battito cardiaco, un aumento della pressione arteriosa e un’irregolarità nella respirazione. Sonno REM rappresenta, quindi, una fase del sonno in cui l’individuo sogna, è molto meno vigile e reattivo al mondo esterno, e si verifica un movimento molto rapido degli occhi.

Ma da chi fu scoperta questa fase del sonno? La scoperta può essere attribuita agli studiosi E. Aserinsky e N. Kleitman che, nel 1953, ipotizzano la correlazione tra fase REM e sogni. Essi infatti scoprirono che nell’80% dei casi esaminati, i soggetti svegliati durante la fase REM ricordavano un sogno.

Nel 1957 invece, lo studioso W. Dement confermò gli studi effettuati in passato, dimostrando anche che la privazione della fase REM può provocare il manifestarsi di sintomi come ansia, irritabilità, difficoltà di concentrazione e disturbi della memoria. Lo studioso dimostrò che risvegliarsi bruscamente dalla fase REM, può causare sintomi come confusione e disorientamento, ma anche allucinazioni in casi molto gravi.

Se un individuo non riesce ad andare nella fase REM per diversi giorni, inoltre, può portare allo sviluppo di disturbi psichici, allucinazioni, paranoia e disturbi della personalità.

Caratteristiche della fase rem del sonno

Durante la fase REM, l’organismo si trova in un quasi totale stato di paresi muscolare, mentre le funzioni cerebrali ed il cervello restano molto attive. Principalmente, durante la fase REM si verificano i seguenti episodi:

  • Inibizione dei movimenti muscolari volontari: ovvero il sistema nervoso centrale, durante il sonno REM si mette a riposo e smette di produrre stimoli verso la muscolatura scheletrica della colonna vertebrale e degli arti.
  • Fluttuazioni della temperatura corporea e della frequenza respiratoria: durante la fase REM, inoltre, la temperatura corporea, può subire un abbassamento naturale di 1 o 2 gradi. Questa diminuzione fisiologica è legata al rallentamento metabolico che avviene durante il sonno. Anche la frequenza respiratoria, controllata dal sistema nervoso autonomo, rallenta fino ad ottenere un ritmo costante durante il riposo.
  • Leggere contrazioni neuromuscolari involontarie: queste contrazioni sembrano essere scatenate dall’attivazione di diverse regioni cerebrali durante il sonno REM, tra cui l’area dell’ippocampo, situato in prossimità dei lobi temporali, e della corteccia cerebellare, che si trova nella regione occipitale del nostro cervello.

La fase REM del sonno, quindi, ha due ruoli fondamentali per il corretto funzionamento dell’organismo di un individuo: durante questa fase, infatti, il corpo ha fisicamente modo di riposarsi e riprendersi dalle fatiche e il dispendio energetico avvenuto durante la giornata.

Mentre il cervello effettua una sorta di pulizia quotidiana, eliminando tutti gli elementi e le informazioni che reputa superflue, e immagazzinando invece le informazioni che reputa utili per la formazione e l’aggiornamento della psiche dell’individuo.

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